Categoria: ‘gentilissimo gentiloni’

I tecnici del Tesorone a questo punto puntarono i piedoni.
Il rischio di spesoni senza avere il creditone adeguato apriva crepe, crepacci, e anche creponi (nel senso di investitori finanziarii infartuati per crolli dei listini ora chiamati listoni) nei conti pubblici.
Si confermò un tettone (per quanto in generale Gentiloni ritenesse le tettine forse più delicate) di 68 annoni per andare in pensione.
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Il Governo Gentiloni aveva a fondazione l’intenzione di norme più severone, però squisite nei modi, rispetto al passatone.
Perciò rifiutò, ma con belle parolone, l’anticipazione alla pensione degli accademiconi e dei primari (già così primi inter pares milan perdes juve merdes da non esser chiamati “primarioni”).
La Ragioneria Centrale dello Stato riteneva di aver ragione. Anzi per dirla più coi tempi: ragionona.
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Troppi lacci, lacciuoli, e lacciuoloni impedivano e rendavano aleatoria la rivalsa del cittadino prima del Governo Gentiloni.
Il Governo Gentiloni affrontò dunque gentilmente il problemone: normone più severone, però squisite nei modi, rispetto al passatone.
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