Categoria: ‘gentilissimo gentiloni’

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Venne dunque fatto un pranzone al Quirinale, con mezzo governo ospite del Presidente. Tanto erano abituati al magnamagna, quei ministri ed ex quadri di partito, che neanche un pranzone di quelle dimensioni avrebbe sfamato l’intera formazione. Mezza sì, e quella ebbe il coperto e il copertone (offerto gratis dallo sponsor di quel catering per il cambio gomme dei loro macchinoni ministeriali).
Al pranzone si fece il punto ed il puntone circa il situato nonché la situazione. Tra un antipastone e qualche gran porzione d’altre portate e d’altre portatone.
Ma quando giunse il momento di arrivare (insieme al dolcione) ad una decisione, si scoprì tosto (con grande disappunto del premier Gentiloni) che non trattavasi della sede giusta per questo genere di consultazioni.
L’opposizione disse con ribrezzo: “Che scopertona: non è la sede giusta un tavolone non di contrattazione, ma di gozzoviglie e grandi libagioni, e solo dopo questa gozzoviglia si sono accorti che fosse inadeguata quell’abbuffata di stomaci panzoni?”.
Ma il Presidente colse l’occasione per suggerire di non attaccare a spron battuto questi convivioni, e usare l’arma della persuasione anziché le proteste e le illazioni: si punti il dito sulla dieta a punti elusa da ministri e istituzioni, e non solo le urla nelle Camere per manifestare la disapprovazione.

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Venne proposta un’imposta sugli immobiloni. Nel senso che chi possedeva grossi appartamenti, o addirittura interi palazzoni, avrebbe dovuto devolvere i milioni dei propri profittoni quando affittati a inquilini o ad inquiloni (vedasi nel secondo caso quei pollitici che a loro insaputa hanno abitazioni).
Ma la sinistra estrema richiedeva una misura meno ingentilita: non ci voleva un’imposta sugli immobili di grosse dimensioni, ossia una piccola tassa edulcorata, bensì una vera impostona.
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