Categoria: ‘REPORTAGE di Apolide Sedentario’

Festa della resisBenza al 25 aprile ligure 2016.
Eludendo le trivellazioni referendarie, il potere capitalista decide di inondare di petrolio il Mar Ligure imminentemente estivo senza neanche far pozzi o piattaforme.
L’informazione locale e nazionale riduce il tutto a “un incidente sotto controllo”.
Ma sulle spiagge del Ponente Ligure si raccoglie catrame, e enormi chiazzoni neri sono visibilissimi in mare (le telecamere dei tg, sempre pronte a mostrare le farfalline di belen ma non le falle petrolifere contro Beleno, non mostrano immagini se non di ruspe al lavoro sul Polcevera).
Bagnanti in prenotazione non credete alle palle dei coglioni che non contengono sperma bensì pieni di benzina dei Potenti per tacere giornalisticamente.
BRIGATE NERE DI PETROLIO – FASCIO E’ IL CAPITALISMO DEMOCRATICO


(c) apolide sedentario 2016
DOWN DOW FOREVER

 

Nel logo dell’agenzia delle entrate balza agli occhi vi sia una “A” cerchiata.
E’ tutto come al solito già scritto dal solito endoVenerabile.


(c) Apolide Sedentario 2012
(si fa qui notare come il finale del “FALSO D’AUTORE” precedente premonizzasse la Cancellieri all’opera, e voi sapete che io non ho grembo e nemmeno grembiule, ma insomma ci siamo capiti, come appunto dicevasi)

DOWN DOW FOREVER
chi non legge FRIGIDAIRE e IL nuovo MALE è sciemo ed è quitaglia
Detto che tutto quanto avvenuto è un terribile angoscioso sanguinario esempio della vera Crisi occidentale, che sta nelle teste vuote e non nelle casse vuote.
E detto che Giglio è Massoneria.
Segnalo questo CapoLavoro della vostra amata rete, popollo internautistico occidentale di cui sopra, idolatri del niente: leggete quale spot pubblicitario campeggia sotto le immagini della Costa Concordia di Schettino durante la visione di un video di Iutub.
Sic!
Ogni commento è super Fluo. Di fluidi amaramente trattandosi.  

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(c) apolide sedentario 2012
DOWN DOW FOREVER
chi non legge FRIGIDAIRE e IL nuovo MALE va sulle secche (chi li legge va sulle bagnate)
Il bosco è mio padre.
Uno spaventoso incendio devasta l'entroterra di Vado Ligure mentre Maersk si espande sulla costa come metastasi (costruendo una megapiattaforma cementizia che va a far pendant con la centrale a carbone in uno dei comuni itagliani con maggior incidenza mortifera inquinante).

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Col titolo “Lo stallo a cinque punte” a inizio 2007 feci un serial il cui sottinteso era: “Siamo sempre alle solite, lo Stato (boia) nulla sa inventare se non l’antica remena dei Br come spauracchi del popollame stolto per inasprir repressioni militari contro semplici dissidenti, in dittatura occulta sul modello che va dall’arresto di Curcio e morte della Cagol (termine reale delle Br) in poi (con gli anni dei servizi militari camuffati da brigatisti, delitto Moro compreso)”.
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A 4 anni dall’uccisione di Enzo Baldoni, e a salma mai restituita, vado a incontrare il fratello, Raffaele, ad una “camminata per la pace” indetta a lavar coscienze di sinistri qualunquisti pedoni.
Consegno un’antilogia di vecchi brani scritti per fare luce su quel caso insabbiato (letteralmente: Enzo seppellito a testa in fuori nel deserto iraqeno…).
E a margine la meno a Menapace, rifondata che vota le missioni guerraiole in Afghanistan.
Cronaca di una (free)lancia nel costato di chi ragiona per “ragion di stato”, e di una (free)lancia spezzata per Baldoni, testimon censurato della Storia.
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Il controrivoluzionario elefantiaco Giuliano Ferrara, novello GeneraleDallaChiesa, ha sul suo “Il Foglio” scovato il fondatore delle Brigate Democratiche: io, l’Apolide.
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Giovedi scorso inserivo nel mio unofficialwebsite la promo del primo atto del mio serial “licenza di essere ucciso”. E all’Ospedale del Cielo ci lassava, dopo giorni di coma, Bond’Auria, agente segreto sparato in gran segreto da quelli del Col Moschin. Quasi a dar la licenza fossi io, nello spegner le spine (in senso “spine: i militari”). Accendi lo spino, lettore, e leggi qua di seguito qual quaqquaraqqua’ e’ il collega di D’Auria, che copre chi ha sparato il suo collega per il terror d’esser segato lui.
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[ ] Genova, Porto Antico, 9/11/03: Crollo del cantiere del costruendo “Museo del Mare”.
Un morto, tante balle.

GENOVA DUEMILAQUATTRO?
GE NO VA DUEMILACROLLA!


Cronache dal Monumento al Crollo della Cultura Umanistica
(laghi di sangue al fantomatico museo del mare)

reportage reportragico
sul campo: APOLIDE SEDENTARIO (testi, interviste), GIANCO (immagini)



sommario:
1. INTRO
2. L’ASSIOMA
3. L’ANTEFATTO
4. I RESPONSABILI
5. IL LUOGO DEL DELITTO
6. GLI ALBANESI
7. I GENOVESI
8. FIGURE A MARGINE DELLE MACERIE

1.
GENOVA, SABATO 8 NOVEMBRE, AREA PORTO ANTICO (DARSENA), MATTINA:
LA NUOVA ALA DELLA PALAZZINA “GALATA”, RICICLATA A “MUSEO DEL MARE E DELLA NAVIGAZIONE” PER LA PROSSIMA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2004, CROLLA FRAGOROSAMENTE NON APPENA LE SQUADRE DI LAVORO, ATTUANDO GLI ORDINI, TOLGONO LE ARMATURE DI PUNTELLO.
SOTTO LE GROSSE SOLETTE DI CEMENTO ARMATO CADUTE A FISARMONICA L’UNA SULL’ALTRA, RESTANO INTRAPPOLATI 5 LAVORATORI, QUASI TUTTI DI NAZIONALITA’ ALBANESE.
UNO DI LORO, NONOSTANTE RIPETUTI TENTATIVI DI INDIVIDUARLO SOTTO LE MACERIE GRAZIE AL TELEFONINO, NON RISPONDE AI SOCCORRITORI, CHE LO RECUPERANO ORMAI CADAVERE A NOTTE FONDA.

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