CAPITOLO IV
Prestigiacoma entrò nella stanza terrena, mentre Renzi stava angosciosamente informando Emmabonina, la quale angosciosamente lo ascoltava. Tutt’e due si volsero a chi ne sapeva più di loro, e da cui aspettavano uno schiarimento, il quale non poteva essere che doloroso: tutt’e due, lasciando travedere, in mezzo al dolore, e con l’amore diverso che ognun d’essi portava a Prestigiacoma (l’una per senso dell’istituzione democratica e del rispetto per l’avversario e amico e collega parlamentare, l’altro segretamente acché non si sapesse di quest’infatuazione bipolare), un cruccio pur diverso perché avesse taciuto loro qualche cosa.
Emmabonina, benché ansiosa di sentir parlare l’ex ministra, non poté tenersi di non farle un rimprovero. – A una candidata Presidentessa non dir niente d’una cosa simile!
continua … »
CAPITOLO III
– Ah cane! – urlò Renzi. – E come ha fatto Dell’Utri? Cosa le ha detto per…?
– Come eh? come? – rispose, con voce quasi sdegnosa D’Alema, il quale, dopo un così gran sagrifizio, si sentiva in certo modo divenuto creditore. – Come eh? Vorrei che la fosse toccata a voi, come è toccata a me, che non c’entro per nulla; che certamente non vi sarebber rimasti tanti grilli in parlamento -. E qui si fece a dipinger con colori terribili il brutto incontro, con i baffetti dritti come pelo di schiena della fiera feroce, e vedendo nello stesso tempo che Renzi, tra la rabbia e la confusione, stava immobile, col capo basso sullo smartphone leggendo il nuovo twit di Civati, continuò: – avete fatta una bella campagna elettorale! Un tiro di questa sorte al Partito! in casa sua! in luogo democratico! Avete fatta una bella prodezza, com’anche quel balanzon professore bolognese! Per cavarmi di bocca ciò ch’io vi nascondevo per prudenza, per vostro bene! E ora che lo sapete? Non si tratta di torto o di ragione; si tratta di forza.
– Posso aver fallato, – rispose Renzi, con voce raddolcita verso D’Alema, ma nella quale si sentiva il furore contro il nemico scoperto: – posso aver fallato; ma si metta la mano al petto ed al baffetto, e pensi se nel mio caso, lei, proprio lei, così arrivista…
continua … »
CAPITOLO II
Uscito, e camminando di mala voglia, per la prima volta, verso la sede fiorentina dei suoi fedelissimi appena tornati dai gazebo, in mezzo alla stizza d’aver sì vinto una Segreteria ma il sentor di non avere il controllo del Partito, Renzi tornava con la mente su quel quel farsi quasi nuovo della concertazione con Dalemiani e Lettiani, Berluscloniani e Vendolisti per cavar ragni dal buco governativo, e sopra tutto quell’accennar sempre qualche gran cosa, non dicendo mai nulla di chiaro; tutte queste circostanze messe insieme facevan pensare a Renzi che ci fosse sotto un mistero diverso da quello che D’Alema aveva voluto far credere. Stette il giovine in forse un momento di tornare indietro, per metterlo alle strette, e farlo parlare fuor d’emendamenti; ma, alzando gli occhi, vide la Melandri che camminava dinanzi a lui, ed entrava in un baretto romano cercando di ricordare che era finita l’era del farsi rimborsare le brioches con gli scontrini per i parlamentari. Le diede una voce, mentre essa apriva l’uscio; studiò il passo, la raggiunse, la ritenne sulla soglia, e, col disegno di scovar qualche cosa di più positivo, si fermò ad attaccar discorso con essa.
continua … »
CAPITOLO I
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno ma senza la cassa per il, tra due catene non interrotte di monti e scelte civiche, tutto a seni di bunga bunga e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi (causa crisi economica), e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par quasi un modellino di quella Grande Opera a unir Cariddi e Scilla che incide sulle tasse, ma che nessuno infin poi costruirà.
Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, e all’uso e costume italico che rese gli Emili Fede e i Bruni Vespa audience obbligatorio in tv, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa per dissesto idrogeologico.
continua … »