SONO MOMENT ® QUASI FELICI Apolide Sedentario al “SU LA TESTA FESTIVAL” 2014 Intraviste esclusive con CLAUDIO LOLLI e ANDY FLUON FUMAGALLI

0. INTRO

La piazza ancora era il luogo sociale, con la e finale, mica l’insulso inglisc punto zero (o meglio: zero, punto). Un luogo vero, uno spazio, mica tot giga. E c’erano tutti, c’erano faccia a faccia, mica cam. I borghesi a sorseggiare Punt e Mes, gli zingari felici, e Anna di Francia, e gli hippies sui gradoni. E c’era Claudio, giovin capellone, che di cognome fa Lolli.
Ora non c’è un più un cazzo, di niente e nessuno. Meno, una volta l’anno, tre giorni l’anno, non una piazza, ma un Cinema Teatro (l’Ambra, a Albenga) in cui radunano cantautori varii un poco a mo’ di un “Tencodenoantri”, con uno o due nomi noti, e poi le note di nomi “emergenti” o metti di “etichette indipendenti”: è il Festival “Su La Testa”.
Quest’anno ci son Claudio Lolli e Andy Fumagalli e Fubluvertigo. E tanti altri. E Apolide Sedentario, c’è, che ormai è sorpresa già attesa, e quando qualcuno di quelli dello “ZOO” (la crew organizzatrice) lo intercetta per strada già un mese prima gli dice “chi vieni a intervistare questa volta?”. Ricordano quando chiesi schietto a Paola Turci, parafrasando un suo verso: offri una canna. Del gas, me la passerebbero, potessero. Come uno Zoo aracnofobico.

 

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1. mal di SU LA TESTA? SONO MOMENT® QUASI FELICI

ho visto degli zingari a Tannhauser
fottersene delle lacrime nella pioggia
d’un bipede digitale

sarà che son psichedelico
nel cromosoma biologico

e se ho dolori mentali
(e pure al culo)
quando mi siedo
(scomodo)
dalla parte del torto
non io
ragiono contorto:
gli altri sragionano
tutti

gli ubriaconi di Vita
(ragazzi on the road, Anne di piazza)
succhiavano la tetta della Madre
(Terra, faceva di nome)
e mi invitarono al pasto
(e altro che Lattepiù)

siamo dei maledetti fricchettoni, Claudio, Carlo,
(altro che Lapo e Zio Gianni, e il capitale):
perciò non ci riusciamo ad adeguare,
e se alzano tutti lo sguardo
per tre giorni
perché annoiati od indotti da un evento
il mio tengo dritto
all’orizzonte
piatto
come encefalogramma delle genti
del non affatto buonanima
Occidente

Distribuirò il succitato testo ai convenuti organizzatori ed agli artisti invitati, e lo userò ad innesco per le intraviste previste: quella di venerdi, con Andy Fluon, e quella di domenica, con Lolli.
Con un pensiero che ronza nella mente: finite le festival tornano sempre tutti a fare il proprio schiavival quotidianal.

 

 

2. RE NUDO SCOGLIONATO
ovvero: INTRAVISTA ESCLUSIVA CON ANDY FLUON FUMAGALLI

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Andy lo trovo appena tosto arrivo. Sta scaricando la macchina con Roberta Carrieri (la sua partner di perfomance serale) e il loro collaboratore.
Ho una domanda al vetriolo (altro che iodio) da proporgli, ma anche un preambolo che gli espongo al volo: ho conosciuto vari nel passato che mi han raccontato di esserne stati ospitati, dopo incontri in situazion meneghine, direttamente in casa, freschi freschi di conoscenza appena. E c’è pure qualcuno del leggendario forum psichedelico, 15 anni ormai fa, di questo sitopercaos, che era della sua cerchia.
Lui mi conferma d’avere un’abitudine ospitale.
Perciò mi viene lo stimolo a aiutare l’opera di scaricaggio di tastiere, leggii, aste del microfono, strumenti, ché intanto non è intervista, ma intravista, ed ha un deciso approccio differente.

Ma appena ci si è ambientati nel teatro, da “roadie” divento corroadie.

Porgo il testo citato al punto 1, e chiedo un parere a caldo.
Uno come Andy è ovvio che sappia sia ovvio esistano forme di vita come me. Fa solo mente locale a questo autoctono ligure ancestrale. Medita qualche istante. Poi, secchissimo:

ANDY FUMAGALLI:
“Io non sono per il lamento.”

(La interpreto come recensione assai tagliente. Ma apprezzo la schiettezza, e mentre trascrivo gesticolo ampiamente in plauso a nettezza e sintesi. Lui fa un istante di pausa. Poi fa un’aggiunta, e stavo per dire una ionta)

ANDY FUMAGALLI:
“…E seguo molto la medicina cinese.”

(Io mormoro qualcosa mentre trascrivo anche ciò. Ma Andy in realtà sta solo carburando. Sta ripercorrendo in testa quanto ho scritto, e ha ben compreso il “Moment” come chiave della provocazione. Tempo che la mia iniezione concettuale faccia effetto mentale, e Andy integra ulteriormente)

ANDY FUMAGALLI:
“Sono profondamente contro i farmaci.”

APOLIDE SEDENTARIO:
“Guarda, io non lo so, ma c’è una cosa che sta nel contenuto della domanda che adesso ti porrò, esclusiva per te, che mi suggerisce che tu non mi piaci. Però devo ammettere che chi ha vividezza e prontezza cerebrale per rispondere a tono alle mie intrusioni io lo stimo.”

ANDY FUMAGALLI:
“Considero quello che non mi piace non “altro che” quello che mi piace…
Comprese le persone che mi danno fastidio…
…E sono per la medicina cinese”

AS:
“Controbatti con classe, è un bel duello”

AF:
“Io non lo vedo come un duello, lo sto vivendo come un confronto”

AS:
“Beh, ma allora se fai così dirotti l’anarchico incazzuso in sfaccettature hippie, e mi tocca dirti peace”

AF:
“Io non ci vedo astio, anzi leggendo il tuo brano ho anche notato che scrivi ottima letteratura, quindi stiamo semplicemente confrontandoci”

AS:
“Infatti. E poi in inizio intravista mi sono dimenticato di un preambolo, sempre preso da Lolli. Ovvero che uno comincia la discussione, e sono moment quasi felici. Discussione che adesso scaturisce, perché c’è la domandaccia, la domanda cattiva.”

AF:
“Sì, però fammela allora”

(E qui devo premettere che mentre cercavo informazioni su Andy, trovo sul suo proprio sito il tal evento: le tele di Andy, che è un artista eclettico dal sax alla pittura, sono l’arredamento della nuova – e che sul sito di Andy vien fregiata come portatrice di “concetto di regalità” – meganavazza Costa, la Diadema. E qui si comprende come posso pormi di fronte al capitalismo de Noè-antri genovesi del mare, fondatori del Banco di San Giorgio e le figlie sue banche attuali, e affondatori invece di Concordie per risparmiar pignesecche dei danari. Diadema? Diaviailcul!)

AS:
“Ma il “concetto di regalità” della Costa Diadema è una regalità nuda? O è scoglio-nata?”

AF:
“Non c’è alcun tipo di regalità in quel progetto.
Re Nudo Scoglionato sarebbe un titolo bellissimo.
Un paradosso di questi tempi.
Quello che ho fatto è un bellissimo lavoro, ho dipinto in piena libertà.
Quando c’è un mecenate che lo permette.”

(Tra artisti c’è monade analoga, e sapevo, me lo sentivo, che la mia domanda avrebbe comportato un cenno al mecenatismo. Che non è affatto tale ormai, anch’esso essendo – rispetto ai tempi classici o passati – appestato di capitalismo, che va ben oltre la ricchezza antica, essendo non più accumulo, ma investimentopatia. Come dicevo, avendo presentito che di mecenatismo si parlasse, e ho pronta una controbattuta)

AS:
“Visto che parli di mecenati, rispondi allora a questo: ma se rinasci, mentale?”

AF:
“Se rinasco spero di svolgere il percorso in cui il Rinascimento non sia storicizzato, indicizzato.
Potrei piovere su una parte del pianeta dove non esistono gli scogli.
Sperando di non diventare sasso, scoglio.
Però se il signor Beretta, quello delle pistole, mi chiamasse per il compleanno della figlia, non ci andrei.”

Bene l’ouverture, sagaci variazioni sul tema, e gran finale. Bel concept, Andy.
Ed ulteriore qualità si esprime nel duo che Andy fa per l’occasione con Roberta Carrieri (dopo le provesuoni del trio di Di Nicolosi con due validi archi a contrappunto di stornelli giovanili siciliani ignari ahiloro che “Mi sono innamorato di una tipa di una casa occupata” come I Fichissimi anni ’90, e cantano una “ragazza alternativa” che sta invece più sul cristicchiano, ma triviale).

Roberta Carrieri propone brani che se sono d’amore lo sono alla “Ahi Maria” (e non sto parlando affatto di emulazioni, avendo ella ampiamente vena e personalità proprie, autorialmente e per nerbo scenico). E che sono scritti con alta cifra metrica letteraria.
Detto da me che parto prevenuto quando qui a questo festival si esprimono le sedicenti “nuove cantautrici”, spesso soltanto esibizionistelle che sanno di accordi sul manico e poco altro.
Mentre lei, Roberta Carrieri (che nonostante il cognome non è detto sarà mai massmediatica, e di conseguenza epurata nella verve), ha brutale autorialità (ascoltasi seconda strofa del brano “Relazione Complicata”). Ne ha un casino davvero, e genuina (ascoltasi il “DOV’E'” rabbioso-alcolico del brano “Ragazze Stupide”). Tanto da esser l’unica, nei saundcièc, a beccarsi l’applauso, mio pure. Per la decisione che ha, forte di brani che non temon giudizi, essendone già essi pregni, anche contro se stessa, col sarcasmo dei grandi e l’onestà dei satiri.
Sarà che sono io che sbaglio?
(opera citata)

 

 

3. ASPETTANDOLO LI’, A LOLLI
ovvero: INTRAVISTA ESCLUSIVA CON CLAUDIO LOLLI

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La domenica (andando alla messa in culo) mi reco alle provesuoni della terza data del festival, quella di Claudio Lolli.
Claudio Lolli non c’è, provano gli altri ospiti.
Io sono sempre un ospite sgradito, ma stavolta anche – sembra – sgarrato. Tutti sanno (anche io, che l’ho sentito, origliando per caos, ma faccio finta di no) che Lolli non verrà qui a fare il saundcièc, bensì verrà portato presso Palazzo Oddo, dove si tiene il Pre-Festival. Essendo lui il nome di richiamo di questa edizione, i giornalisti (che pare non si scomodino a entrare dagli ingressi di servizio, pur servi qual invece si dimostrano in svariate occasioni) son stati convocati in una sorta di conferenza stampa conviviale. Io non mi coniugo, né convivo o convivio. E vengo tenuto in disparte (dalla parte del torto pienamente).
Preparo il mio piano b: il pezzo s’intolerà “Aspettando Lolli”.

Quando ormai Lolli è stato prelevato dal palazzo per giungere al teatro, mi dicono di andare al palazzo ad incontrarlo. Ovvio che quando arrivo stan chiudendo il portone.
Ma ecco che la bambina del Re Nudo, sentendo chiedo dove Claudio stia andando (e mi vien risposto: “a mangiare”), mi fissa in viso, richiede l’attenzione, e dice onesta e chiara: “No, lo portano all’Ambra”.
Grazie bambina, che sbeffeggi i pisellini dei potenti del mondo, che corri come staffetta partigiana, che dici la verità.
Verità che pur conoscevo prima ancor di partire dal teatro per verificare d’esser depistato, ben sapendo sarei tornato poco dopo, e avrei trovato Claudio a provar suoni.

Claudio è stanchissimo.
Quando m’avvicino mi saluta cordiale (gli dico che 10 anni fa facemmo pure due date comuni su palchi teatrali in rassegne di artisti, e so che non si ricorda) ma appena propongo di porre una domanda mi dice (sincero) che ha solo bisogno di riposare un poco.
Gli consegno il foglietto (punto 1 di quest’intravista) e faccio come che vado.
Ma lui vedendomi freak decide invece che anche stavolta gli tocca, propone di farsi una siga rispondendomi, se è solo una domanda, vieni, usciamo.

APOLIDE SEDENTARIO:
“Sono un ragno nel CinemaTeatro. Ed è vero che non riusciamo a parlare e che digitiamo sempre troppo, e non parliamo mai in due la stessa lingua, ma abbiamo una moneta comune… Cazzata troppo grande per stare in questo stanzone: cosa dici, Claudio, apro una finestra sbagliata?”

CLAUDIO LOLLI:
“Le sbagliate sono sempre le migliori. Io direi proprio di sì. Aprila.”

(Ringrazio e faccio capire che va bene così, può riposare. So cosa voglia dire non sentirsi in piene forze fisiche e essere ancora ad ore dalla performance, che è soltanto fatica, per chi rappresenta, non che sta lì a esibirsi. Ma mentre m’accommiato tengo a dirgli che il mio rispetto per la sua stanchezza è parte dell’ “assistere gli artisti”, dovere dei popoli verso chi davvero ha dato ai popoli Arti che ci tengano saldi a radici umane. Come ha fatto, nei suoi testi, Claudio Lolli.)

CLAUDIO LOLLI:
“Non li prendo come complimenti. O ti offenderesti.”

A.S.:
“Grazie Claudio, me la scrivo. E allora ti saluto confidandoti che io amo un solo anno della Storia: il ’77. Che non è stato il piombo (che pur c’era) ma l’apice di Libertà.”

C.L.:
“Sul 1977 sono d’accordo davvero. Fu l’esplosione della creatività. Poi uccisa, anche dal piombo.”

 

 

4. CHIOSA

Come un ragno nella stanza mi ricacciano indietro?
Andiamo via, c’è Anna che brinda alla sua anarchia!

 


(c) apolide sedentario 2014
DOWN DOW FOREVER
chi non si abbona a IL NUOVO MALE e FRIGIDAIRE è nammmerda peggio di quelli di cui si lamenta

NOTA A MARGINE:
Nella piazza, dicevo in incipit, ci si sta faccia a faccia, non schermati. Si va di scherma, in duelli d’onore, in piazza d’armi. Meglio ciò (con polemismo, ma genuini) che a cliccar nonmipiace. Io so di dare fastidio, e non ho rancore per il fastidio quindi ingenerato e restituitomi a volte, se in complessiva lealtà. E dal polemismo escludo (perché son piezz’e core) Fabrizio dell’Itis, e quel monumento fonico che è Mazzi; e (per reciproca cortesia) le ragazze dello Zoo che mi salutano con dei timidi “ciao”, nonostante – si sa – i ragni le spaventino.

 

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avviso ai lettori non elettori:
il RENZI TRAMAglino torna presto su questo sitopercaos con gli ultimi imperdibili capitoli (di spesa? di esproprio proletario?)
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