Caro Fratello Silvio,

mi obblighi a scriverti di nuovo ,come del resto era prevedibile.
Amici comuni mi confidano che, proprio in questi giorni di dicembre, attendi con angoscia questa mia letterina, soprattutto visti gli esiti devastanti della prima epistola che ti inviai.
Esiti devastanti anzitutto per la stabilità della tua condizione interiore e la lucidità (scarsa) delle tue iniziative immediatamente successive.
Ti ricordi?
Correva il mese di luglio 2010, giorno 26: come uno schiaffone immateriale, ricevesti la Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010, messa on-line sul frequentatissimo Sito di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com ), subito rilanciata da Dagospia (www.dagospia.com) ,commentata dal Fatto Quotidiano (IL FATTO QUOTIDIANO del 27 luglio 2010 by Gianni Barbacetto: “E il maestro scrisse al ‘fratello Silvio’”) e recitata per circa due mesi (agosto e settembre) di giorno in giorno, su CURRENT TV, Canale n.130 di SKY.
Rilanciata sul web, su You Tube e su innumerevoli blog e siti, stampata e diffusa in uffici, esercizi commerciali, ospedali, fabbriche, studi professionali, sedi di partiti e associazioni, sono pochi gli italiani che non ne abbiano letto almeno una parte o che non ne abbiano avuto nozione, diretta o indiretta.
Nonostante i tentativi di censura tuoi e dei tuoi scagnozzi.
In effetti, essendo “aperta”, la Lettera era indirizzata non solo a te, ma anche ai nostri concittadini, confratelli massoni e non, donne e uomini.
Però era rivolta prima di tutto a te.
Nonostante ciò, non hai saputo far tesoro degli ammonimenti, delle diffide e dei fraterni consigli in essa contenuti.
Anzi, come ebbero a confidarmi persone a te molto vicine (sappi che sei circondato da innumerevoli triplo-giochisti), non appena leggesti quella fraterna epistola, preso dal panico, decidesti di giocare il tutto per tutto e attaccare a testa bassa coloro che- a torto- ritenevi potenziali “collaboratori” della tua imminente defenestrazione, da noi profeticamente annunciata.
Si trattava, invece, nel caso dei finiani(rei di dissenso interno, il diritto al quale è il pane quotidiano dei partiti liberi e democratici), di collaboratori e potenziali alleati nell’opera di salvaguardia della democrazia e della legalità per cui Grande Oriente Democratico sta da tempo lavorando.
Ricordi?  Appena poche ore dopo la pubblicazione della Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010, e in conseguenza della sua lettura da parte tua e dei tuoi collaboratori (fraterni e non), hai preso due decisioni assai poco lucide e lungimiranti.
La prima è stata quella di ordinare l’assoluto silenzio sulla lettera e su quanto rivelava a proposito del tuo cursus massonico. Un silenzio puntualmente rispettato da parte di tutti gli operatori mediatici che sono al tuo servizio e libro paga, quasi come camerieri e maggiordomi di regime.
E si tratta di tanta gente, non soltanto del direttore del TG1 o di quelli di TG5, Studio Aperto e TG4. Persino nei media teoricamente di area “oppositiva” al tuo governo, nel centro-sinistra, ci sono giornalisti che si comportano come soldati di ventura in cerca di ingaggio. Pronti a sfumare, attutire, omettere, mistificare, in cambio di qualche inconfessabile prebenda.
Complimenti a te, caro Fratello, che ti alleggerisci volentieri di qualche “metallo” (in gergo massonico, come sai, alludo ai “piccioli”…) in cambio dell’omertà di professionisti senza morale; e complimenti a voi, cari pennivendoli italioti, sempre in cerca di padroni e committenti generosi, in barba a qualunque ideale o deontologia professionale.

Caro Fratello Silvio,
ovviamente non è per noi una novità la tua capacità di utilizzare e ammansire esponenti sinistrorsi del giornalismo e della politica.
Sappiamo tutto, noi. Anche quanto è lunga la lista. Solo in politica potremmo ricordarti una lunga sfilza di nomi, situazioni e inciuci, che parte dal comunista Cossutta (per qualche affaruccio con l’Unione Sovietica, giacché la Russia è sempre stata nel tuo cuore…), passa per il Veltroni degli anni ’80 (questioni pubblicitarie e conferma del tuo monopolio delle tv private…), i D’Alema, Bargone (Antonio) e Latorre (Nicola) degli anni ’90 (qui è meglio stendere un velo pietoso, perché altrimenti parecchi si farebbero male, tra commercialisti romano-pugliesi, banche inglesi e società off-shore destinatarie di ingenti fondi…). Per non parlare dell’ultima bischerata del sedicente rottamatore fiorentino, Matteo Renzi, che va ad ambientarsi e a confabulare ad Arcore, invece di mantenere un rigoroso profilo istituzionale.
Intendiamoci: per il futuro, personalmente, vorrei che Veltroni, D’Alema, Latorre e Renzi collaborassero tutti e ciascuno alla creazione (ex nihilo, perché attualmente non esiste) di un autentico e originale centro-sinistra: riformista, laico, libertario, con un progetto culturale, economico-industriale e sociale all’altezza delle sfide (impegnative) del XXI° secolo.
Tuttavia, per poter lavorare al presente e al futuro, occorre ripensare il passato e trarne utili insegnamenti.

Quindi, cari compagni Veltroni, D’Alema, Latorre e Renzi: basta con gli inciuci vecchi e nuovi. Cercate di non farci venire voglia di aprire armadi pieni di scheletri pericolosi, e lavorate con rigore e armonia alla rigenerazione civile del Paese.

Ma torniamo a noi, diletto Fratello Silvio.
E all’ordine del silenzio che hai impartito – un diktat capillare, dal giornalismo alla politica –  col risultato che non un solo esponente del PDL si è azzardato a misurarsi con i contenuti della prima lettera, anche solo per smentirla o criticare l’attendibilità di certe imbarazzanti rivelazioni sulla tua poco onorabile carriera di massone.
Ma verrà il giorno in cui sarai costretto a dire almeno due paroline sulla tua identità di Maestro Massone (auto) Illuminato e sulla vera natura della Loggia di Arcore, operativa sin dal 1991.
Pesale bene quelle due paroline, allora. Perché tutto ciò che dirai o non dirai, te lo dico da fratello, potrà essere usato contro di te.
Ecco, io aspetto quel momento.

 

Poi c’è la seconda decisione poco lucida, e molto poco lungimirante, lasciatelo dire, che hai preso a causadella pubblicazione della Lettera Aperta n.1 : scatenare la caccia al presunto traditore.
Hai fatto deferire ai probiviri della PDL gli onorevoli Briguglio, Granata e Bocchino, censurando anche Gianfranco Fini e, di fatto, mettendo odiosamente alla porta sia il co-fondatore del “Popolo della Libertà” (quale libertà, quella di obbedire ciecamente alla tua dispotica, anti-democratica e illiberale persona?), sia altri rappresentanti del popolo sovrano eletti senza vincolo di sudditanza/vassallaggio a te, ma obbligati a rispondere del loro operato solo agli italiani che li hanno votati.
Con perfetta coerenza da contro-iniziato, poi, a chi pensavi di far presiedere la corte inquisitoria dei Probiviri del PDL che doveva infliggere il rogo agli eretici finiani?
Ovviamente al Fratello Maestro Illuminato (ritenuto in passato vicino all’ Opus Dei) Vittorio Mathieu, molto intimo del Fratello Salvatore Spinello (già Gran Maestro del Grande Oriente Scozzese d'Italia, comunione di Piazza del Gesù) e infine approdato all’Accademia degli Illuminati fondata nel 2002 dal Fratello Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e della Gran Loggia Regolare d’Italia.
E sarà un caso?
Chiariamo, una volta per tutte, che tu e i tuoi degni compari piduisti e post-piduisti appartenete a quel tipo di massoneria (con la “m” minuscola) reazionaria, conservatrice, illiberale, elitaria, gerarchica, anti-democratica, che da secoli prende sonori schiaffoni dalla vera Libera Muratoria: quella laica, liberale, libertaria, anti-clericale, pluralista, democratica, talora anche socialista.
Eppure, più prendete sonore bastonate, più tentate di risorgere in nome di una presunta Tradizione e del vostro presunto diritto di Illuminati, presuntivamente predestinati al governo elitario del mondo.
Non scherzare con la storia, caro Fratello Silvio. E non scherzare con noi di Grande Oriente Democratico.
Noi siamo gli eredi di quelli che vi hanno sconfitto tra 1776 e 1783 in America del Nord, quando logge repubblicane, democratiche e patriote (poi statunitensi) sconfissero logge monarchiche filo-inglesi.
Siamo gli eredi di quei Fratelli (soprattutto girondini) che affermarono la Rivoluzione francese nella sua fase democratica e liberale (1789-1792), anche contro le logge legittimiste e contro-rivoluzionarie, il cui pensiero fu ben riassunto dal massone clericale e reazionario (proprio come te, caro Silvio) Joseph de Maistre (1753-1821).
Noi siamo i diretti continuatori del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Giuseppe Garibaldi, e di tutti quei massoni garibaldini, mazziniani e cavouriani che hanno fatto il Risorgimento e l’Unità d’Italia.
Quel Risorgimento e quell’Unità nazionale che tu e i tuoi beceri alleati leghisti vorreste demolire nella memoria e nella percezione generale degli italiani contemporanei.
Non te lo permetteremo, caro Fratello.

Ti abbiamo avvertito.
Non hai saputo o voluto capire.
E adesso non vedi in che cul de sac ti sei andato a mettere?
Da bravo massone, una volta ricevuto un “richiamo” e diversi “ammonimenti e diffide” da parte del sottoscritto, che ti è Fratello (“maggiore”) e che massonicamente ti chiamava ad un “lavoro a specchio”, avresti dovuto iniziare un serio processo di introspezione e auto-critica, volto ad emendare anni e anni di condotte contro-iniziatiche e assai nocive rispetto alla collettività nazionale di cui ti ostini a voler manipolare il consenso.
Purtroppo, la tua sciamannata reazione era anche sin troppo prevedibile.
Ecco perché, profeticamente, la prima lettera ti aveva avvertito di un prossimo redde rationem. Quanto amaro dovrà essere il calice che ti accingi a dover assaporare, però, solo tu potrai determinarlo, con il tuo libero arbitrio.
Mi spiego meglio.
Il 14 dicembre prossimo, quale che sia l’esito della doppia votazione al Senato e alla Camera dei Deputati, qualunque sia il conteggio finale,  cambierà ben poco: la tua stella si è ormai oscurata.
Basta leggere le cosiddette indiscrezioni di Wikileaks, caro Fratello, su cui ora è necessario dire un po’ di verità ai nostri concittadini.
Tu e lo pseudo-Fratello Franco Frattini (anch’egli sciaguratamente approdato, da posizioni liberal-socialiste e laiche, a strumentali velleità neo-clericali e conservatrici da ateo devoto) sapete bene come stiano le cose, perciò non continuate a menare il can per l’aia.
Davvero vogliamo continuare a raccontare che le attuali indiscrezioni provenienti da qualche gola profonda del Dipartimento di Stato USA nuocerebbero all’amministrazione Obama?
Se una nazione volesse fare sapere ai nemici (vedi ad esempio le notizie relative all’Iran e al fatto che, in caso di attacco americano, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania ed altri paesi islamici sarebbero in prima fila tra i co-belligeranti), ma soprattutto agli alleati cosa pensa di loro, fuori dai denti e senza il paludamento del minuetto e dell’ipocrisia diplomatica, cosa dovrebbe fare?
Magari favorire la diffusione di gole profonde e di portavoce telematici come Julian Assange. O no?
Bene. Qual è l’inequivocabile messaggio che lo Zio Sam consegna, tramite Wikileaks, all’alleato italico?
Quale messaggio ha provocato reazioni rabbiose e risentite del povero indignato Frattini, pronto ormai a bruciare sul rogo l’indiscreto Julian Assange?
Il messaggio è forte e chiaro: Berlusconi è un alleato infido e inaffidabile, lingua in bocca con l’altrettanto infido Gheddafi, con l’anti-israeliano Erdogan, con Putin (cui consegna un pericoloso controllo sull’approvvigionamento energetico italiano, al di fuori dell’alleanza atlantica).
E non solo Berlusconi è infido e inaffidabile, ma anche incapace di governare, poco lucido, in cattive condizioni psico-fisiche e giunto ormai al capolinea.
Perciò prima gli italiani lo mandano a casa, meglio è.
Non serve a niente cercare di attutire il tremendo knock-out statunitense per mezzo delle insignificanti, leziose, tardive e niente affatto spontanee attestazioni di stima offerte da Hillary Clinton.
Fratello, è solo un uso postumo di vaselina. Postumo e, quindi, a bassissimo costo per chi lo fa e inutile per chi lo riceve.
Ma tutto questo, caro Silvio, tu lo sai molto bene. Ed è per questo che mastichi amaro, molto amaro, nel constatare che ormai “il re è nudo”.
Sei nudo, Silvio, e non basta qualche friabile foglia di fico per coprire la tua definitiva delegittimazione e l’invito dello Zio Sam ad andartene presto in malora, se vuoi evitare conseguenze ancor più spiacevoli delle presenti.

Vorrei perciò, alla luce di tutto quanto precede, darti alcuni fraterni consigli che spero – stavolta – vorrai seguire alla lettera o giù di li.

  1. Quando a luglio ti sono arrivati i nostri primi ammonimenti, invece di ascoltarli hai pensato di poter soffocare ogni libero confronto critico all’interno del PDL e di poter eludere la vigilanza di Grande Oriente Democratico & Company sul tuo operato. I variegati (e per te infausti) eventi di questi ultimi mesi (da luglio ad oggi) dovrebbero averti dimostrato che questa è una via sbagliata e senza uscita. Ergo, accetta di fare un paio di passi indietro e favorisci la nascita di un nuovo esecutivo che possa affrontare i problemi che tu non sei stato in grado nemmeno di sfiorare. Piantala di frignare che vuoi andare a nuove elezioni e lascia che venga approvata una nuova legge elettorale, meno truffaldina di quella che ti fa tanto comodo per governare con maggioranze indebite e gonfiate, a fronte di un consenso, il tuo, che è largamente minoritario nel Paese. Accetta una nuova legge sul conflitto d’interessi che stabilisca, ad esempio, che un detentore di grandi mezzi mediatici possa, al massimo, essere il leader di un partito, ma giammai assumere il ruolo governativo di ministro e men che mai di Presidente del Consiglio o di Presidente della Repubblica. In questa prospettiva, visto che i canali tradizionali da te detenuti (Retequattro, Canale 5 e Italia Uno) sono tuttora più importanti – per introiti pubblicitari e per audience – dei recenti canali digitali o satellitari, accetta di privarti di uno dei tre canali generalisti (anche il meno importante: Retequattro), in nome di quella “rivoluzione liberale e liberista” di cui ti sei riempito vanamente la bocca per anni. E in nome dei principi anti-trust tipici di ogni democrazia occidentale. Altro che quella truffa della legge Gasparri.
  2. Licenzia tutti i tuoi cortigiani/collaboratori servili e sciocchi. Se non ti sbrighi a liberartene, ti condurranno a rovina certa e, un momento prima del tuo crollo totale, saranno i primi ad accoltellarti alle spalle. Scusati con gli italiani (magari proprio a Porta a Porta di Bruno Vespa, dove pronunciasti le tue vane promesse) per non aver onorato i vari “contratti elettorali” con loro. Scusati con gli omosessuali per le tue battute discriminatorie degne di un bauscia brianzolo che ha alzato un po’ il gomito. Scusati con quelle donne italiane e straniere che si sentono umiliate dalle tue battute misogine e maschiliste e che ne hanno le scatole piene della tua bava senescente di satiro improbabile e grottesco. Non starò a farti la morale, perché non sono un moralista. Se ti piace scopare, scopa con chi ti pare e traine tutto il piacere che vuoi, ma non ti azzardare a riempire il Parlamento (italiano ed europeo) di mezze calzette il cui unico merito è quello di aver soddisfatto le tue bramosie senili.
  3. In questi giorni corre voce che Virginia Sanjust (te la ricordi, Virginia, in relazione ai tuoi riti di magia sessuale? ) sarebbe in procinto di fare approfondite confessioni sugli aspetti esoterico-magici dei suoi rapporti erotici con te e con il tuo ambiente. Subito si è sparsa anche la voce che qualcuno dei tuoi scagnozzivorrebbe farle chiudere la bocca per sempre, seppellendola in qualche ospedale psichiatrico senza via di uscita o facendole anche di peggio… Affrettati a smentire queste gravissime voci – alle quali io mi rifiuto di credere – che ti vorrebbero come mandante di qualche odioso crimine verso una creatura indifesa e già parecchio segnata dal suo incontro (nefasto) con te.
  4. Tieni al guinzaglio i tuoi cortigiani più screanzati. In particolare, fai presente allo pseudo-Fratello Denis Verdini che “me ne frego” lo va a dire a sua nonna o a qualcuna delle sue/tue puttane, non certo al Presidente della Repubblica, al cui rispetto istituzionale e personale (trattandosi per di più di un autentico galantuomo) è doverosamente tenuto. Altrimenti gliela insegniamo noi l’educazione, a suon di scheletri danzanti che uscendo dagli armadi allieteranno le sue già impegnative vicende processuali.
  5. Astieniti, almeno fintanto che ricoprirai la carica di Presidente del Consiglio dell’Italia Unita, dal metterti a sponsorizzare acriticamente i libridi Angela Pellicciari (da Risorgimento da riscrivere a L’altro Risorgimento a I Papi e la Massoneria, eccetera). Questa operazione ci offende particolarmente, in quanto massoni, ed è per questo che le dedichiamo qualche riga. Vedi, coloro a cui rivolgi i tuoi consigli editoriali, come i giovani alla festa del PDL in presenza della ministra Giorgia Meloni, non sanno che “sporca” operazione di revisionismo storico-culturale si nasconde dietro i tuoi subdoli suggerimenti. Cantando le lodi di “Risorgimento da riscrivere: liberali e massoni contro la Chiesa”, hai dato un chiaro saggio della tua nauseabonda ipocrisia. Come massone hai disonorato il tuo status e tradito i tuoi Fratelli (lo fai a cuor leggero, perché per te la massoneria è una scuola per Eletti/Illuminati riuniti in Elites che devono manipolare e guidare il popolo bue. E della Massoneria illuminista e risorgimentale, democratica, laica, socialista e libertaria non sai che fartene). Ma hai anche confermato che prendi costantemente per il c… i tuoi elettori. Non eri tu a parlare di “rivoluzione liberale” o “partito liberale di massa”? Certo che eri tu. E poi, per compiacere le gerarchie vaticane che puntellano il tuo potere reazionario, ti accodi adesso, belando, alle esecrazioni anti-liberali della Pellicciari? L’operazione di costei è chiara e si muove a cavallo del mondo leghista e degli ambienti più clericali e retrivi della Chiesa. Lo scopo è semplice. Delegittimare il Risorgimento, demonizzare i massoni e i liberali; celebrare i valori “vandeani” contro-rivoluzionari, esaltare l’alto magistero (si fa per dire) di Papa Pio IX, l’uomo che nel 1864, con l’Enciclica Quanta Cura e il famigerato Sillabo annesso, condannò la modernità, la democrazia, il liberalismo, il socialismo, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Sì, anche quella libertà di religione di cui adesso il Magistero curiale si riempie la bocca, rivendicandola per sé in taluni contesti ostili.  E tu, caro Fratello Silvio, Principe degli Ipocriti, di giorno fiancheggi l’operazione anti-risorgimentale, anti-liberale e anti-massonica della Pellicciari, chinandoti a baciare le sacre pantofole dei tuoi amici di Curia e titillando la vanagloria leghista; di notte, poi, bestemmi, ti scateni e celebri i tuoi privati e occulti riti massonici. Per tacere dei riti di raffinata magia sessuale pagana, alternati a più prosaiche ritualità pecorecce del tipo Bunga-Bunga. Bene, bravo, bis !  E complimenti per la coerenza.
  6. Visto che ti spacci per uno statista autorevole, caro Fratello, inizia a far sentire la tua voce in Europa, specie in Germania, relativamente alla crisi che ha colpito Grecia e Irlanda. Fatti valere e dichiara che sai benissimo chi c’è dietro le manovre macro-economiche che hanno messo in ginocchio alcuni paesi europei. Dichiaralo anche ai cittadini italiani, che non sono dei minorati e hanno diritto di sapere. A chi giova, in funzione delle esportazioni, una svalutazione dell’euro? E chi ha guadagnato dalle operazioni che hanno coinvolto Irlanda e Grecia? Chi continuerà a guadagnarci? C’è un nesso tra tutto ciò e l’incazzatura che Barack Obama si è preso recentemente con Angela Merkel? Se sei uno statista, hai capito di che parlo e agirai conseguentemente. Anche appoggiando l’ipotesi Tremonti di lanciare degli euro-bond: finalmente dal tuo Super-Ministro una proposta condivisibile e lungimirante, invece della solita politica grigia di tagli, lacrime e sangue, senza alcun rilancio del sistema produttivo.

 

Allora, caro Fratello, se stavolta sarai meno insipiente dell’altra sarà meglio per tutti. E soprattutto per te.
Ci sono però buone ragioni per farci credere che rimarrai fermo in una posizione di gelosa conservazione della massima poltrona di Palazzo Chigi.
Cercherai di comprarti qualche parlamentare con lo stesso spirito con cui, nella tua vita, hai sempre usato in modo assai spregiudicato il denaro.
E te ne andrai alla conta del 14 dicembre, in Parlamento.
Ecco, ti annuncio ufficialmente una cosa: se noi di Grande Oriente Democratico volessimo farti prendere la sfiducia, la prenderesti sicuramente – anche al Senato – e saresti costretto un minuto dopo ad andare al Quirinale con la coda fra le gambe.
Ma questo mi dicono che già lo sai, anche a partire da alcune notizie contenute nella sezione Comunicazioni dei lettori/visitatori sul sito www.grandeoriente-democratico.com  e riprese da Dagospia il 6 dicembre.
Però.
Però, caro Fratello, perché farti “cadere” adesso e de-responsabilizzarti dal dovere di governare?
E’ importante che tu prenda atto della debolezza della tua maggioranza e ne tragga le conseguenze, facendo due passi indietro e, dopo vari atti di contrizione, attrizione e penitenza, guadagnati almeno una semi-assoluzione, magari ritirandoti a vita privata o, al massimo, restando il Padre Nobile (si fa per dire) del PDL (riformato in senso democratico), senza più aspirare a ruoli “monarchici” all’interno e istituzionali all’esterno (finché avrai tutte le tv, i giornali e le case editrici che hai attualmente, non mi sembra il caso).
Ma se continuerai a recitare il ruolo della vittima, pronto a denunciare immaginari ribaltoni e a pretendere l’equiparazione tra un eventuale voto di sfiducia e il reato di Lesa Maestà, ecco: in questo caso, a chi mi chiedesse consiglio, suggerirei: dategli la fiducia, fatelo continuare nella sua opera di (mal) governo. E’ il miglior modo per aprire definitivamente gli occhi di chi ti ha votato, spesso in buona fede.
Fai. Cimentati, fra qualche tempo, con l’avanzare di una preoccupante, ulteriore crisi macro-economica incombente sull’Europa.
Vuoi governare?
Mostra che cosa sai fare, in presenza di turbolenze speculative dagli esiti imponderabili.
Metti mano a vere riforme, ad populum e non ad personam.
Oppure, se non sei in grado, levati dalle scatole!
In definitiva, comunque, sei destinato a stare sulle spine sino all’ultimo minuto prima delle votazioni del 14 dicembre.
Noi Massoni, lo sai meglio di me, siamo imprevedibili. Magari all’ultimo momento potremmo concludere che sia bene che tu esca sfiduciato comunque.
Perciò, caro Fratello Silvio, nei prossimi giorni passerai inevitabilmente diverse notti insonni…

E’ tutto, o quasi.
Come Massone del Grande Oriente d’Italia e come leader di Grande Oriente Democratico (un movimento interno al Goi, come tu sai, che è composto da persone posizionate a destra, a sinistra e al centro), posso solo auspicare che tu esca presto di scena e che i futuri spazi politici siano occupati da nuovi e più democratici schieramenti: un centro-destra de-berlusconizzato, moderno e pluralista con Fini, Casini e Rutelli; un centro-sinistra totalmente inedito e orgoglioso della propria nuova identità: laica, libertaria, riformista, liberal-socialista, se possibile.
Anzi, per l’Italia, l’obiettivo di un centro-sinistra così è non solo possibile, ma assolutamente necessario e urgente.
Ti invio nel frattempo il mio Triplice Fraterno Abbraccio e Ti saluto, caro Fratello Silvio.
GOOD NIGHT AND GOOD LUCK!

 

P. S. Come individuo che personalmente ha deciso di impegnarsi ad aiutare il centro-sinistra, insieme ad altri (numerosi) liberi muratori di G.O.D. (cioè del G.O.I.) e di altre comunioni massoniche italiane, nonché insieme ad altre/i concittadine e concittadini non-massoni, ho provveduto a costituire il Movimento “Democrazia Radical Popolare” (www.democraziaradicalpopolare.it ).
Di esso si parlerà un bel po’ nei prossimi giorni.
Non si tratta di un partito che voglia presentarsi alle prossime elezioni.
Non si tratta affatto di un partito.
Esso tenterà di proporsi come il filo conduttore e il trait d’union tra tutti i diversi partiti e le diverse anime del centro-sinistra, per “riunire ciò che è sparso”, come diciamo noi Fratelli, e per traghettare, da ambienti una volta gravitanti nel centro-destra, nuovi e decisivi consensi a beneficio di chi intende candidarsi a governare il Paese con ben altri presupposti dal velleitarismo parolaio di marca berlusconiana.

A questo proposito, in chiusura di questa Lettera N°2, ho il piacere di annunciare che sarà presto pubblicata una Lettera Aperta n.1 ai Dirigenti e alla Base del Centro-Sinistra italiano, che avrà i connotati di una vera e propria scossa elettrica.
Con questa anticipazione: non si possono concepire alleanze con i “terzi poli”, con tizio o con caio, se non si sono tracciati i confini della propria identità progettuale.
Prima di ogni altra cosa, il Partito Democratico deve guadagnare coraggio e capacità di iniziativa, tessendo attorno a sé le fila di una serie di alleanze alla sua sinistra e al suo fianco.
Prima ancora di dialogare verso il centro, e sempre ammesso che questo “dialogo centrista” abbia un senso anche oltre l’ipotesi di un governo contingente di solidarietà nazionale in questa legislatura, nel dopo-Berlusconi.
Occorre attirare di nuovo a sinistra tutti quei socialisti costretti alla diaspora (verso Berlusconi o verso l’astensione dal voto, soprattutto) dopo tangentopoli e la fine del PSI e che masticano amaro quando gli si prospetta un’alleanza con Di Pietro.
A costoro andrà spiegato che Di Pietro agì comunque (da PM) contro un sistema corrotto e troppo costoso per la collettività, che non avrebbe in ogni caso potuto durare a lungo.
A Di Pietro bisognerà far notare che la tradizione del socialismo democratico italiano si è sentita perseguitata e devastata da inchieste che, talora, è potuto sembrare non separassero bene il grano dal loglio. Come se si volesse gettare via il bambino insieme all’ acqua sporca.
Agli ex-democristiani del PD bisognerà parlare chiaro: o stanno dentro per realizzare un grande partito di centro-sinistra laico, libertario e moderno, altrimenti seguano la scia di Paola Binetti e vadano a pascolare le proprie fisime confessionali altrove.
Si possono mettere in politica molti valori di base del cattolicesimo e del cristianesimo (capacità di integrazione dei diversi, altruismo, generosità, compassione verso gli “ultimi”, integrità morale, eccetera) ma questi valori sono tipici di chi ha una fede adulta.
Coloro che sono ancora spiritualmente bambini e sentono di dover obbedire ciecamente e acriticamente a Mamma Curia, raggiungano la Binetti, Volonté e Buttiglione o addirittura i vari Roccella, Quagliarello, Lupi e altri della lobby clericale italiota.
Ma non stiano a rompere l’anima nel PD, sempre un po’ dentro e un po’ fuori, sempre in procinto di varcare il Rubicone per ricongiungersi agli altri amati lacerti della tradizione democristiana.
Il PD non deve essere né socialista, né radicale, né democristiano, né liberale: piuttosto una nuova sintesi di tutte queste importanti storie politiche.
L’attuale, maggiore partito di opposizione, dovrebbe anche aiutare la rigenerazione di tutte le realtà politiche alla sua sinistra; dialogare con i più vivaci movimenti della società civile: popolo viola, movimento a 5 stelle, etc.
Inoltre, dovrebbe essere lo stesso PD a calendarizzare al più presto le primarie. Invece di rimandarle. Per paura di che?
Così come dovrebbe essere lo stesso Bersani a lanciare Nichi Vendola come candidato del PD per l’intera coalizione.
Vendola è un candidato pulito, colto, capace, onesto e carismatico: una risorsa per tutto il centro-sinistra, ma soprattutto per un PD che voglia recuperare l’entusiasmo di chi non va più a votare, ma un tempo votava PDS e poi DS.
Bersani ha l’occasione di rafforzarsi come segretario del principale partito del futuro governo del Paese, una carica/funzione che va distinta da quella del leader di coalizione.
Ma su ciò avremo modo di tornare molto presto, con dovizia di analisi, ragionamenti, proposte, prospettive e progetti concreti.
Per convincere gli italiani. E vincere, naturalmente.

Per chiudere,  vale quanto già detto nel P.S. della Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010: sarà meglio per qualunque scagnozzo al soldo del Fratello Gustavo Raffi o del Fratello Silvio Berlusconi tenersi a debita distanza da ciascuno di noi e dei nostri cari. Com’è noto, mordiamo…

GIOELE MAGALDI.




devo usare il tatto,il tacco e punta per palleggiare discretamente.Del perduto amor rimane traccia .rossetto e palbebre gonfie di troppe insonni notti ed era tutto sbagliato, tutto da rifare.
Ho incontrato banksy nel suo bunker dorato da specchi rotti e riflessi condizionanti.sta molto peggio di quando si stava meglio.ha illuso la sua idiosincrasia dell'apparire finendo milionario in sterline troppo giovine. Testa tra le mani,posa da pensatore incappucciato mi ricorda le vecchie figurine in bianco e nero dei razzisti del mississipi. Prendo la bomba che fa chack chacka tiro di verdone sul bianco e il nero .ne esce un capolavoro.
A banksy nn par vero di averti tra le mani.mucchio di carta con filigrana tra cumuli di spazzatura.la lampada destrutturata la parete ovest sprayata di tonalità terra fuoco acqua niente che ti dici stacco la parete e me la porto a casa.poi pensi a come trasportarla,all'elefante tappezzata o al nuovo mulo robotico divenuto carne.lasci stare.passo a.

Julian è al gabbio.preso come stupratore ,travolto dalla caccia all'uomo nero divenuto albino e dalla potenza degli stati rinuncia alla libertà prestando fede al suo giuramento di nessun tradimento.l'affaire s'ingrossa perchè il peso delle confessioni nella camera da letto ha ben altro peso specifico rispetto alle rivelazioni leaksiane .forse una bomba.
Julian almost r.i.p. denuncia la persecuzione politica a svantaggio della comunità.maggior trasparenza induce a riflettere chiunque.anche il manovale nel cantiere per un nuovo obbriobrio commerciale.
uichilichs tutto il giorno,nei bar dei paesi padani e sulle spiagge himalayane.
nn par vero di ciò.
gli anonimi crackers affondano paypal et similia rei di aver tolto il sangue al ns.assange preferito.
ci sono molti modi per andare affanculo.
questo è uno.
dici la verità, ti rubano la libertà.





Contro la richiesta del ministro dell’Industria Eric Besson che ha consigliato ai providers francesi di non ospitare Wikileaks è nato http://wikileaks.antiwar.com/





La situazione ad oggi è la seguente: dopo gli attacchi al sito ( con relativi crash )e l’eliminazione del dominio Wikileaks.org, l’organizzazione di Assange è diventata accessibile da oltre 70 indirizzi diversi.

Assange scrive su The Australian: "Ambasciator non porta pena"

L'articolo del fondatore di Wikileaks pubblicato poco prima dell'arresto: "Non sparate al messaggero che rivela verità scomode"


Traduco qui sotto l'articolo dell'australiano Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, pubblicato oggi su The Australian poco prima dell'arresto a Londra:


"Nel 1958 un giovane Rupert Murdoch, allora proprietario ed editore del giornale di Adelaide The News, scrisse: "Nella gara tra la segretezza e la verità, è inevitabile che la verità vinca sempre".
La sua osservazione rifletteva forse la denuncia che suo padre Keith Murdoch fece del sacrificio delle truppe australiane sacrificate inutilmente da comandanti britannici incompetenti sulla spiaggia di Gallipoli.
Quasi un secolo dopo, anche WikiLeaks sta pubblicando senza timore fatti che bisogna che siano resi noti al pubblico.
Io sono cresciuto in una cittadina del Queensland dove la gente parlava senza peli sulla lingua. Non si fidavano del governo, lo consideravano a rischio corruzione se non tenuto sotto stretta sorveglianza. I giorni bui della corruzione del governo del Queensland prima dell'inchiesta Fitzgerald sono una testimonianza di che cosa succede quando i politici imbrigliano i media e mettono a tacere la verità.
Queste cose sono rimaste con me. WikiLeaks è stato creato intorno a questi valori di fondo. L'idea, concepita in Australia, era di usare la tecnologia di Internet per offrire nuovi modi per far uscire la verità.
WikiLeaks ha coniato un nuovo tipo di giornalismo: il giornalismo scientifico. Lavoriamo con altri media per portare le notizie alla gente, ma anche per dimostrare che sono vere. Il giornalismo scientifico ti permette di leggere una notizia, e poi cliccare online per vedere il documento originale su cui si basa. In questo modo, puoi giudicare tu stesso: la storia è vera? Il giornalista che l'ha raccontata l'ha fatto in maniera accurata?
Le società democratiche hanno bisogno di media forti e WikiLeaks è parte di quei media. I media aiutano a mantenere i governi onesti. WikiLeaks ha rivelato dure verità sulle guerre in Iraq e in Afghanistan, e ha fatto uscire notizie sulla corruzione nelle aziende.
C'è chi dice che sono anti-guerra: non è vero. A volte le nazioni hanno bisogno di andare in guerra, e ci sono guerre giuste. Ma non c'è nulla di più sbagliato di un governo che mente al proprio popolo su quelle guerre, e che chiede ai suoi cittadini di mettere le loro vite e le loro tasse sul fronte per sostenere quelle menzogne. Se una guerra è giusta, allora dì la verità e la gente deciderà se sostenerti oppure no.
Se avete letto qualcuno di quei documenti sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, o di quei dispacci delle ambasciate Usa o qualsiasi delle storie sulle cose pubblicate da WikiLeaks, considerate quanto sia importante per tutti i media di poter pubblicare queste cose liberamente.
WikiLeaks non è l'unico a pubblicare i cablogrammi delle ambasciate Usa. Altri media, tra cui il britannico The Guardian, il New York Times, El Pais in Spagna e Der Spiegel in Germania hanno pubblicato gli stessi dispacci.
Eppure è WikiLeaks, in quanto coordinatore di questi giornali, che subisce le accuse e gli attacchi più duri dal governo Usa e dai suoi accoliti. Io sono stato accusato di alto tradimento, anche se sono un cittadino australiano, non un cittadino americano. Ci sono state dozzine di telefonate serie negli Usa per farmi "portare fuori" dalle forze speciali Usa. Sarah Palin dice che io dovrei essere "abbattuto come Osama bin Laden", c'è una proposta di legge repubblicana al Senato Usa che chiede che io sia dichiarato una "minaccia transnazionale" ed eliminato di conseguenza. Un consigliere dell'ufficio del primo ministro canadese ha chiesto in diretta televisiva nazionale che io fossi assassinato. Un blogger americano ha proposto che mio figlio, che ha vent'anni e vive qui in Australia, fosse rapito e gli venisse fatto del male per nessun'altra ragione se non che per fare del male a me.
E gli australiani dovrebbero osservare senza orgoglio all'abbandono a questi sentimenti di odio di Julia Gillard e il suo governo. I poteri del governo australiano appiano a completa disposizione degli Usa per cancellare il mio passaporto australiano, o spiare e molestare i sostenitori di WikiLeaks. Il procuratore generale australiano sta facendo di tutto per aiutare le indagini Usa dirette a mettere al muro cittadini australiani e spedirli negli Usa.
Il primo ministro Gillard e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton non hanno avuto una parola di critica nei confronti degli altri giornali. Questo perchè il Guardian, il New York Times e Der Spiegel sono vecchi e grandi, mentre WikiLeaks è ancora giovane e piccolo.
Noi siamo gli "underdog" (quelli su cui non scommette nessuno). Il governo GIllard sta cercando di "sparare al messaggero" perchè non vuole che si riveli la verità, incluse informazioni sui propri traffici diplomatici e politici.
C'è stata una risposta dal governo australiano alle numerose minacce pubbliche di violenza contro la mia persona e contro il personale di WikiLeaks? Ci si sarebbe aspettati che un primo ministro australiano difendesse i suoi cittadini da minacce di questo genere, ma ci sono state solo accuse di illegalità senza uno straccio di prova. Il primo ministro e specialmente il procuratore generale dovrebbero fare il loro dovere con dignità e al di sopra di ogni sospetto. Stiate certi, questi due pensano a salvare la propria pelle. Non lo faranno.
Ogni volta che WikiLeaks pubblica la verità sugli abusi commessi dalle agenzie Usa, i politici australiani cantano un coro di false accuse assieme al Dipartimento di Stato: "Rischierete vite umane! Sicurezza nazionale! Metterete a rischio le truppe!". Poi dicono che non sta uscendo niente di rilevante dalle pubblicazioni di WikiLeaks. Non può essere entrambe le cose. Qual è la verità?
Non è nè l'una nè l'altra cosa. E' da quattro anni che WikiLeaks pubblica documenti. In questo periodo sono cambiati governi interi, ma nessuna persona, che se ne sappia, è stata danneggiata. Ma gli Usa, con la connivenza del governo australiano, hanno ucciso migliaia di persone solo nell'ultimo paio di mesi.
Il segretario alla Difesa Usa Robert Gates ha ammesso in una lettera al congresso Usa che non è stato compromesso alcun metodo nè alcuna fonte di intelligence sensibile dalla pubblicazione dei documenti sulla guerra in Afghanistan. Il Pentagono ha dichiarato che non c'è prova alcuna che i dispacci di WikiLeaks abbiano portato a danneggiare chicchessia in Afghanistan. La Nato a Kabul ha dichiarato alla Cnn che non ha trovato una singola persona che avesse bisogno di protezione. Il dipartimento di Difesa australiano ha detto la stessa cosa. Nessuna truppa e nessuna fonte australiana è stata danneggiata per qualcosa che abbiamo pubblicato.
Ma le nostre pubblicazioni sono tutt'altro che poco importanti. I dispacci diplomatici Usa rivelano alcuni fatti allarmanti:
– Gli Usa hanno chiesto ai loro diplomatici di rubare materiale umano e informazioni personali ai funzionari Onu e ai gruppi che difendono i diritti umani, tra cui il Dna, le impronte digitali, la scannerizzazione dell'iride, i numeri delle carte di credito, le password su Internet e le foto identificative, in violazione di qualsiasi trattato internazionale. Presumibilmente anche i diplomatici Onu australiani ne sono stati vittime.
– Il re Abdullah dell'Arabia Saudita ha chiesto agli Usa di attaccare l'Iran.
– Funzionari in Giordania e nel Bahrain vogliono che il programma nucleare dell'Iran venga fermato con qualsiasi mezzo a disposizione.
– L'inchiesta britannica sull'Iraq è stata una montatura per proteggere "gli interessi Usa".
– La Svezia è un membro occulto della Nato e la condivisione di informazioni dei servizi segreti Usa viene nascosta al Parlamento.
– Gli Usa stanno giocando sporco per costringere altri Paesi a incamerare i detenuti liberati da Guantanamo Bay. Barack Obama si è messo d'accordo per incontrare il presidente sloveno solo se la Slovenia accetta un prigioniero. Kiribati, il nostro vicino del Pacifico, ha ricevuto un'offerta di milioni di dollari se accetta detenuti.
In una sentenza storica nel caso dei Pentagon Papers, la Corte Suprema Usa ha dichiarato che "solo una stampa libera e senza bavagli può esporre in modo efficace gli imbrogli in un governo". La tempesta attorno a WikiLeaks oggi rinforza la necessità di difendere il diritto di tutti i media a rivelare la verità".

Julian Assange, direttore di WikiLeaks

da l'unità di oggi.

 

Ari Up, la frontwoman delle Slits, le ragazzacce terribili del punk britannico, è morta all'età di 48 anni. La cantante, il cui vero nome era Arianna Forster, si è spenta ieri, 20 ottobre, dopo una grave malattia. L'annuncio è stato dato da John Lydon, l'ex Sex Pistols, la scorsa notte sul proprio sito. Lydon era il patrigno di Ari, avendo sposato la madre della musicista. "John e Norah annunciano la scomparsa di Ari. Chiunque voglia lasciare un messaggio di condoglianze può farlo sul sito johnlydon.com o su pilofficial.com Che Arianna riposi in pace".

Le Slits erano figlie della scena punk inglese. Tanto che Ari aveva imparato a suonare la chitarra con Joe Strummer dei Clash.  Dapprima un suono grezzo e primordiale, poi mescolato con il dub e il reggae, e infine più colto, al limite dell'avanguardia quando entrò nel gruppo il batterista Bruce Smith del Pop Group. Con la band di Bristol realizzarono anche un singolo. Due soli gli album all'attivo: "Cut" del 1979, fulminante esordio, prodotto da Dennis Bovell, e "Return Of The Giant Slits". Poi la band si sciolse. Ari Up con il marito e il figlio si trasferirono in Indonesia, poi in Giamaica, a Kingstone, dove la cantante proseguì la propria carriera nei New Age Steppers, realizzando anche materiale da sola come Baby Ari e Ari Up and Madussa.

Ari  e Tessa Pollitt (la bassista delle Slits) riformarono la band con nuovi componenti nel 2005, e nel 2006 pubblicarono l'EP "Revenge Of The Killer Slits". Un disco al quale avevano contribuito l'ex batterista dei Sex Pistols Paul Cook e Marco Pirroni (ex degli Adam & the Ants, e dei Siouxsie & the Banshees) entrambi come musicisti e co-produttori. La figlia di Cook, Hollie, fa parte della lineup attuale, come voce e tastierista. Nel gruppo c'erano anche NO alla chitarra, la batterista tedesca Anna Schulte, e la secoda chitarra Adele Wilson.

La band fece un tour negli USA per la prima volta in vent'anni nel 2006. L'anno successivo un altro tour in Australia prima di tornare negli States dove aprirono il concerto dei Sonic Youth al NYC's McCarren Park Pool; e chiudere il viaggio in musica in Giappone.

la botanica del marciapiede.

mi dici . scrivi di cinema di sesso di politica.preferisco la merda ,ecco,nn so se mi spiego. quando concludi irreparabilmente un azione nn ricordi il perchè della sua origine. è un e il peccato nella sua forma originale. mela, pomo e adamo senza eva. mitologia della metafora e campi di grano appena tagliato. imbarcato nella nave come portoghese ciondoli sul ponte come un invisibile.peccato che hai un corpo e ti si vede. ignorarmi perchè ignori .
nn senti il bisogno di ficcare perchè l'orgasmo in compagnia ti appare appagante. dovrei di norma fermarmi qui che di messaggi subliminali si occupano i pubblicitari e i venditori di pentole .sono alla fine della mia presenza .nn ho fatto nulla che sia male o bene perchè rifiuto le categorie e le definizioni anche se capisco benissimo la loro utilità per capirsi. mi astengo dai giudizi e dalle guerre preventive .di danni ne han fatti senza che le cause e concause siano note ai più. chi ha la villa nell'isola ci va senza pagare e il tutto onestamente costa caro. ho ostentato per nn correre il rischio che la mia umanità venga barattata per indifferenza ma sono certo che fraintendere è la via più comoda. parto per l'infinito ignorando la meta. vorrei amare costantemente senza odio e tornaconto ma sono ,anche ,una testa oltre che cazzo.

i feedback sono vitali per non finire in un onanismo accademico. l'onore dei vinti e il loro sangue sono materia infinita di dibattito ma stiamo certi che nn saremo mai tutti d'accordo. non lo siamo nemmeno con noi stessi figuriamoci quando ci si fa banda. quando saltai dal palo alla frasca con foglie a cinque punte mi chiesi cosa questo significava : nulla. Le crew come le posse servono ai furbetti del quartierino che però si son fatti ricchi di materia definita denaro.
ecco devo recuperare ancora il mio milione e mezzo di euro lasciato in custodia al parente serpente. sono un coglione e nn mi vanto perchè la vanità si poggia su cose positive come p.es. la bellezza e la purezza d'animo oltre che su altre centinaia di caratteristiche assolutamente inutili da elencare anche perchè ognuno di noi ha il suo metro e le sue misure.
Personalmente non decido mai da solo anche se la collettività nn mi pare una gran risorsa.individualismo anarchico e socialismo reale giusto per nn farsi capire. se mi poni una domanda ti darei la risposta giusta.

adesso mi sparo una sega. mentale.


Truffaut meglio di Godard? chissenefrega .
cerca di essere contemporaneo .guardati un pò di cinema thai .di quello peso e poetico che noi europei nn sappiamo capire ma guardiamo perchè di moda. hai dormito per intere settimane sugl'allori .ronfavi come una bestia sedata facendoti scherno del grande schermo. mi ricordo che già nel 87 pativi il cinema d'autore figuriamoci oggi che stai replicando schemi vecchi. Ma nn vi rompete a fare sempre le stesse cose?
si sto parlando a te,vecchio iconoclasta privo di autoironia. mi prendo per il culo ,mi piace mentre te sembri una vecchia fighetta mai maritata. diciamo e lo sai che nn c'è competizione e l'hackeraggio come la seduzione nn sono materie che ti competono. Personalmente vorrei sedurti seduta stante con qualche gioco di parole svitate ma nn mi stimoli perchè sei peggio delle purghe staliniane.
ah già dimenticavo del tuo passato marxista e della tua filosofia d'accattone quando giocando sul marciapiede mostravi il tuo splendido corpo al grido di
l'utero è tuo ma te lo sfondo io.
ora come ora fai schifo e te lo dico con affetto.

P.s. esce oggi in itaGlia Uncle Boonme… di Apichatpong Weerasethakul,detto Joe.Guardalo,dormirai per i prossimi cent'anni…( di solitudine :)



ti meriti Truffaut.playboy del mio cazzo. adesso torno a dipingere.và.

 JanLuc Codard
ma che cazzo dici ,indomabile troglodita…ti hanno ingrassato in tempi non sospetti con raggiri da capogiro e ora fai la morale e il moralista.le preghiere come le chiacchere stanno a zero e nn hai nemmeno il distintivo. farti inculcare ti piace da morire, nn puoi negarlo e il masochismo ti rende dotto.pregherei lor signori di farsi da parte.arrivano i nostri,ops,arrivano i mostri.




mi dici . scrivi di cinema di sesso di politica.preferisco la merda ,ecco,nn so se mi spiego. quando concludi irreparabilmente un azione nn ricordi il perchè della sua origine. è un e il peccato nella sua forma originale. mela, pomo e adamo senza eva. mitologia della metafora e campi di grano appena tagliato. imbarcato nella nave come portoghese ciondoli sul ponte come un invisibile.peccato che hai un corpo e ti si vede. ignorarmi perchè ignori .
nn senti il bisogno di ficcare perchè l'orgasmo in compagnia ti appare appagante. dovrei di norma fermarmi qui che di messaggi subliminali si occupano i pubblicitari e i venditori di pentole .sono alla fine della mia presenza .nn ho fatto nulla che sia male o bene perchè rifiuto le categorie e le definizioni anche se capisco benissimo la loro utilità per capirsi. mi astengo dai giudizi e dalle guerre preventive .di danni ne han fatti senza che le cause e concause siano note ai più. chi ha la villa nell'isola ci va senza pagare e il tutto onestamente costa caro. ho ostentato per nn correre il rischio che la mia umanità venga barattata per indifferenza ma sono certo che fraintendere è la via più comoda. parto per l'infinito ignorando la meta. vorrei amare costantemente senza odio e tornaconto ma sono ,anche ,una testa oltre che cazzo.

i feedback sono vitali per non finire in un onanismo accademico. l'onore dei vinti e il loro sangue sono materia infinita di dibattito ma stiamo certi che nn saremo mai tutti d'accordo. non lo siamo nemmeno con noi stessi figuriamoci quando ci si fa banda. quando saltai dal palo alla frasca con foglie a cinque punte mi chiesi cosa questo significava : nulla. Le crew come le posse servono ai furbetti del quartierino che però si son fatti ricchi di materia definita denaro.
ecco devo recuperare ancora il mio milione e mezzo di euro lasciato in custodia al parente serpente. sono un coglione e nn mi vanto perchè la vanità si poggia su cose positive come p.es. la bellezza e la purezza d'animo oltre che su altre centinaia di caratteristiche assolutamente inutili da elencare anche perchè ognuno di noi ha il suo metro e le sue misure.
Personalmente non decido mai da solo anche se la collettività nn mi pare una gran risorsa.individualismo anarchico e socialismo reale giusto per nn farsi capire. se mi poni una domanda ti darei la risposta giusta.

adesso mi sparo una sega. mentale.



non me ne frega un cazzo.Non sono funzionale alla spiegazione di un perchè di un interrogativo che sorge spontaneo per l'involuzione di libertà presso il leo spa.sabato melt banana .entro presto.ci sono altri giapponesi e la violenta bologna ad aprire.scorgo giulio,the cripple ,the bastard con la sua distro e la sua felpa /bomber nera con l'aquila bicefala serba bella in evidenza.cazzi suoi. alle due scatta il coprifuoco.nello stile securitario da festival organizzato degli energumi di nerovestito con guanti alle mani t'invitano dolcemente ad andartene.niente discussioni.fuori dai coglioni.l'assembramento si dirada in pochi minuti.rimango con un paio di zingari e un gruppo di senegaloccidentali.passano africani del nord.algerini e tunisini salutano e chiedono di non fumare .rispondono che è puro tabacco.nn è vero.siamo soli.una tipa chiede fumo mentre il suo ragazzo skin se ne rimane per i cazzi suoi.philip ci prova ma nn scatta la rissa.siamo neri.siamo tanti.



..come va?
– bene. sto spaccando il capello in quattro e nn mi serve gran forza nè concentrazione.sono a milano,ieri ero a milano ,lunedì ero a milano,anche giovedì lo ero..
oggi melt banana dal giappone ,ieri burial hex dal wisconsin domani sto in e di merda.
nn comprendo appieno perchè io sono lì e tu nn ci sei mai anche se la verità è palese..
ieri discutevo con dei pubblicitari di talento.incontro casuale sul marciapiede in zona lambrate. discutevo per modo di dire visto la pena e l'imbarazzo che provavo nel leggergli in volto la sofferenza di supportare un ruolo,il loro,che pesa sulla coscienza.Sono bipolari i creativi.
L'idea di sabotare Maurizio Cattelan con un'azione violenta ha fatto capolinea nella notte.mai idea fu più ridicola perchè esposta e proposta da un trio imprensentabile nelle spoglie di riottosi paladini dell'arte pura e senza compromessi. discorsi di merda.
qui piove e nn sono le lacrime di dio .è solo un fenomeno naturale tipico della stagione.piove governo ladro e saltano un pò delle cagate del milanofilmfestival , lombroso live compreso e il block party di via anfossi.
Piove ma io me la prendo tutta.ma tutta tutta.bagnati si è felici .

Sono a milano.vederti sarebbe il miracolo.

La botanica del marciapiede. p.ta9

nn dormo da 48 ore normale che stia così.così fuori dico.mi
sono esercitato tra centurie e dileggio del prossimo mio senza
amarlo.
l'amore è un dono prezioso.m'innamoro poco.raramente.quasi mai.
ascolto m83 a basso volume, ho grappoli d'uva sparsi sui tavoli .sono solo….
l'invenzione
è un flash improvviso..metti a fuoco dopo e di questo ne tengo
considerazione.il giudizio sta nell'ordine delle cose un pò meno la
delazione,specie quella sbirresca.
a questo punto della trama mi
chiedono un protagonista .io ci metto il mio migliore amico :luca ,detto
luc e.alcuni scatti autodafè e scusami il dandismo operaio e
l'approsimazione tecnica.conta l'intenzione in questo caso.dolce lo
sguardo.grottesco il camuffamento;).il lato animale dorme del suo letargo e il gioco di sovraesposizione comincia.
c'è un lato
malato nel considerarti narciso?
le parole di burro inconsolatorie hanno
rotto il cazzo.agitando una penna d'alpino e secchiate di merda penso
che sia il caso di lasciare spazio alle immagini.un classico del
divertimento serale nel 2.030.

***
sono innamorato,è per questo che faccio così.


inderogabilmente attratto .luci a intermittenza.questioni di feeling.pelle che odora di fresco.un bacio che sa di kiss .c'è qualcosa di salato.saldo il conto perchè sono un signore che i lord mi fanno cagare. ho sentito del rogo del corano ,del cammello che piange e di quello che non passa mai. l'11 settembre è una data.la memoria non si cancella con il pagherete caro pagherete tutto.
vilipendio alla bandiera e alla religione.scommetto il mio preziozo cazzo che nel 2.033 la storia verrà riscritta.ci sono puntate girate al buio e mancano sequenze senza conseguenze.i cospiratori tramano ,le trame s'intrecciano ,labirinti oscuri attendono luminiscenze.sparavo fuochi artificiali vendette travestite da donzelle trappole con il pastone per i maiali. c'è da rifare un pezzo di commedia.la tragedia incombe sotto forma di catastrofe.il filone dei millenaristi incappucciati con i fili del massone morto.cabala e arte cinetica la k di spada e il fioretto olimpico.
Mi parea scontata la mistica d'oriente e i sapori del mediterraneo.la tanzania è l'incubo di darwin e il sole a mezzanotte visibile.Il polonio miete vittime e il cinema si festeggia a venezia.
odoravo di fresco mezzora fa.stavo vaneggiando sui destini ineluttabili e sulle incomprensioni lessicali complicate da assenza di voce ,di paraverbale e di lievi tocchi sui corpi.la fisicità è componente fondamentale scissa dallo spirito.ci fu un solo caso di concepimento innaturale e sappiamo come andò a finire.nel buddhismo si favoleggia di nascite da fiori di loto nei raeliani si spara alto con la clonazione . non interessa tutto ciò.stiamo tutti scopando anche chi non lo sa. ho un lg da riparare e 150 battute da ultimare.ti accendo una sigaretta .fondamentale che ti riempi una riga nel favoleggiarti di nuvole blu e contrasti di colore.fumo di scena…

era un break. In realtà dopo l'uscita notturna il sonno nn mi abbatte.sento il sangue nelle vene.ho le mie belle mani che stringono o si lasciano cadere.mi piace il rumore di un trapano che attraversa il rombo di un jet che decolla.frontiera rumorista.Bruno Dorella si è sposato e uochi toki fuori con il nuovo disco.il video omaggia la graziella e rico ,il "suono" dei toki.La scena oscura latita e appena visto i chrome hoof.Al tropico del latino staziona la gamba rotta di un drugo e i metallusi si sparano boccali di birra celtica.
avevo appena promesso di seguire un ordine.vestivo di nero.un caso.ieri portavo il rosso e anche il blu.pareo francese nel solidarizzare con la premiere dame definita prostituta dal sempre moderato Kayhan ,il più importante giornale iraniano.
Quasi peggio è andata a berlusconi definito :"Il capo della mafia italiana che si è unito ai difensori del crimine" e uomo "moralmente corrotto".

Giorni fa battevo sul marciapiede per ovvi motivi di ricerca e sviluppo.beccavo di brutto;)



Vado a letto alle otto.vedo l'alba e osservo il tramonto.in mezzo il buio della luce nella notte.
Edda è uscito dalle tenebre.è tornato sui palchi.tribali sempre.

Silvia Guidi per l'Osservatore Romano

"Non c'è niente di più trasgressivo ed eccitante dell'ortodossia" scriveva Chesterton, con il suo inguaribile amore per il paradosso urticante, volutamente fastidioso, l'unica risorsa dialettica ancora capace di épater le bourgeois del nichilismo gaio di cui l'apologeta inglese nei primi decenni del Novecento cominciava a vedere le prime avvisaglie.

Nina Hagen, storica icona rock amata da Wim Wenders e Pedro Almodóvar, da due anni a questa parte ha scoperto che è proprio così, che Chesterton aveva ragione: di nichilismo non è facile vivere e di nichilismo, in molti casi, si può morire. L'ha scoperto senza rinnegare niente della sua storia, portando alle estreme conseguenze la lotta contro il perbenismo sonnolento e compiaciuto di sé che tanti anni prima, ragazzina della ex Ddr prima della caduta del Muro, le aveva dato lo slancio e la grinta per gridare su un palco tutta la sua ribellione, incoraggiata dal cantautore dissidente Wolf Biermann.

Biermann, compagno di sua madre, la invitava a non lasciarsi mai omologare e plasmare dagli automatismi della mentalità dominante; in quegli anni per Nina la contestazione punk coincideva con l'affermazione della propria irripetibile unicità contro tutto e tutti e la determinazione a non farsi schiacciare dai diktat etici ed estetici del pensiero unico condiviso, voluto e imposto capillarmente dal potere economico, politico, culturale provvisoriamente egemone.

Con la musica rock e un'ironia corrosiva come alleate nella costante tensione a smantellare ogni ipocrisia e svuotare i riti sociali della loro parvenza di necessità immutabile, Nina sentiva di poter vincere, da sola, la sua sfida contro il mondo.

Ma il tempo, "grande scultore" secondo la bella definizione della Yourcenar, proprio mentre le stava regalando successo, fama, popolarità, insieme alla stima e all'affetto di tanti amici, scalpellava via, anno dopo anno, scorciatoie illusorie, false partenze e soluzioni apparenti, svelando l'impotenza ultima di ogni anelito autarchico e anarchico alla liberazione dell'io.

Se non alimentata dall'esterno, presto o tardi anche l'originalità artistica più brillante diventa caricatura di se stessa, monologo autoreferenziale, narcisista e sterile "moda". E la moda, come scrive Leopardi nelle sue Operette morali, è sorella della morte; entrambe nascono dalla caducità. Lo sperimenta anche Nina.

Alla gioia di comunicare se stessi cantando dal vivo davanti a migliaia di fan si affiancano presto i tributi alla liturgia del circo Barnum del rock e le leggi non scritte dello show business. Il "personaggio" rocker è costretto a rilanciare ogni volta la posta della sua popolarità se vuole sopravvivere, inciampando nello sberleffo gratuito e nella spacconeria banale.

Il grido autentico espresso dalla musica si perde in goliardate adolescenziali di dubbio gusto, la ribellione contro l'Apparato, il Palazzo, o il Potere in genere diventa ribellismo di maniera, vacuo quando non autodistruttivo, nel migliore dei casi astratto e fuori dalla storia.

La maschera, presto o tardi, soffoca il viso e lo rende uguale a quello di mille altri; il desiderio di eternità che vibra nello slogan Punk never die sbiadisce sui muri come i colori di un graffito di periferia o la scritta di un ragazzino su un banco di scuola, fino a confluire in un conformismo ribellista ancora più insidioso del perbenismo formale che si voleva combattere.

 

Chi o che cosa è capace di tutelare la libertà espressiva e la "vita autentica" del singolo, se non siamo capaci nemmeno di tutelare noi stessi? Se l'uomo non riesce a salvarsi da solo, chi o che cosa può farlo? È a questo punto che diventa decisivo l'incontro con l'Uomo più genialmente anticonformista della storia, il "Rivoluzionario divino" disposto a dare la vita per permettere agli uomini di vivere pienamente e per sempre.

Battuta e conquistata sul suo stesso terreno, l'anima barricadera di Nina si arrende, accetta di lasciarsi raggiungere da questo nuovo, antichissimo, tenace Amore che da anni la insegue e le tende continui tranelli affettivi. Dio – spiega la Hagen – l'ha raggiunta attraverso la gioia di amare ed essere amata, il miracolo costante dell'amicizia, il dono della maternità ricevuto con i figli Cosma e Otis, la felicità di dare senza risparmio tempo, cura e tenerezza a due piccoli esseri totalmente indifesi che nei loro primi giorni di vita possono ricambiare solo con pianti interminabili, misteriosi mal di pancia in piena notte e sorrisi sdentati.

Dio fatto uomo e presente nella storia le ha teso continue imboscate artistiche e professionali, attirandola a sé con il dono di una voce che si arrampica agevolmente sulle difficoltà tecniche più impervie e con la profonda, intensa commozione che le comunica da sempre la musica gospel.

Guardando con lealtà la sua esperienza, frutto di mezzo secolo di vita, Nina si è accorta che il Dio fatto uomo, il "suo" Personal Jesus (il titolo del nuovo album che uscirà in Italia a settembre) la corteggia da sempre con le modalità più fantasiose, impreviste e rispettose della sua libertà, e da sempre, con infinita pazienza, la invita a un dialogo personale con Lui.

"Non ho nessun nuovo stile – spiega la Hagen a Giancarlo Riccio, il giornalista de "L'Espresso" che l'ha raggiunta qualche giorno fa a Berlino per capire se la sua conversione è una trovata pubblicitaria o meno – Io sono musicista e cantante e ho abbracciato le radici del gospel americano delle origini e la musica rock per tutta la vita. Riascolti i miei dischi quando avevo 18 anni: ci troverà già molte canzoni gospel, come ad esempio i Mahalia Jackson-Hits, Right on Time, Gonna Live the Life, Hold me… Ave Maria, Spirit in the Sky".

È sempre la stessa, Nina, ma negli anni il generico rispetto, venato di indifferenza, per il Figlio di Dio è diventato progressivamente un dialogo serrato, intimo, personale. Expertus potest credere quid sit Iesum diligere si legge in un antico inno della tradizione cristiana: tenerezza, protezione, amore incondizionato, paziente e concretissimo, capacità di un perdono che rigenera e ricava "acqua pura con l'acqua sporca – come scrive Péguy – acqua giovane dall'acqua vecchia, anime chiare da anime torbide" una trasformazione impossibile all'uomo, segno inequivocabile del Divino.

A 55 anni, Nina scopre che c'è un modo molto semplice per non aver paura del tempo che passa: diventare amici del Padrone del tempo e della storia. Per questo nel suo sito internet ufficiale, accanto alla foto di scena in parrucca blu elettrico e occhi bistrati, in cui fa il verso alla Sally Bowles di Liza Minnelli in Cabaret, ha voluto inserire un santino da prima comunione, con una elegante grafica in stile liberty inizi del Novecento, e una citazione dal salmo 18 "Ti siano gradite le parole della mia bocca/ davanti a te i pensieri del mio cuore/ Signore, mia roccia e mio redentore". Per fare outing, come va di moda dire adesso, e ribadire che il nuovo album è "un desiderio del cuore, una preghiera del cuore che si è realizzata".

La Hagen non potrebbe essere più esplicita: "Questo disco è un omaggio al mio Creatore, all'autore della mia vita Gesù Cristo e a tutti gli uomini". "Ognuno ha bisogno di un Personal Jesus?" le chiede Giancarlo Riccio. "Sì; è costruire giorno per giorno un rapporto personale con il nostro Creatore". Nina rilancia, insiste, ci tiene a ribadire il concetto: l'incontro personale con Gesù è stato il più grande successo della sua vita.

"Lei è anche attrice e performer. In quale parte del mondo ha raggiunto il successo maggiore?" chiede il giornalista. "Nella patria dell'anima. Non è un luogo geografico". "Insiste nel dire che ama Dio. Perché lo ama?" continua il giornalista de "L'Espresso". "Perché lo conosco – ripete la Hagen – Dio si è continuamente manifestato nella mia vita. Io sono sua figlia e lo sarò per sempre; è stato Lui che mi ha amato per primo".

 



per il gran ritorno dell'eroina.roba buona;)